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22/03/11

Niente panico, niente panico. Ok, panico.

Scusate se mi sono lasciato prendere la mano per il titolo con una buffa citazione ma a leggere certe cose o mi incazzo o mi metto a ridere.
Questa mattina ho letto un articolo ANSA che mi sembra possa strumentalizzare le dichiarazioni di una giovane ragazza:
"Il terremoto, lo tsunami, l'allarme nucleare non hanno messo in ginocchio lo spirito nipponico. I giapponesi - conclude la ragazza - non si lasciano mai prendere dal panico e credo che noi italiani abbiamo molto da imparare da quel popolo"

Questa è la conclusione dopo che la ragazza accusa i media italiani di aver "ingigantito l'allarme nucleare" (e per par condicio quella nipponica "esagera nelle rassicurazioni").

Può anche essere vero che parlare di disastro nucleare faccia aumentare l'audience ma il problema di noi italiani è che rimaniamo in panciolle fino a quando non percepiamo un pericolo grave quindi ben venga un po' di allarmismo se questo ha l'effetto di scuotere gli italiani dal loro torpore e li rende attivi e consci dell'esistenza di un mondo fuori da quello televisivo.

Un po' di sano terrore secondo me non può fare che bene.

21/03/11

Centrali di ultima generazione

Recentemente ho letto delle motivazioni a favore del nucleare e quella che mi ha colpito maggiormente è questa:
Le scorie delle nuove centrali impegano solo 200 anni a diventare innocue. Duecento anni su scala geologica ma anche umana sono un battito di palpebre e la loro gestione sarebbe immensamente più semplice delle vecchie scorie.
...

Visto che abbiamo qualche problema a valutare i tempi futuri (e ovviamente la differenza tra 10000 e 200 è rilevante e potrebbe fuorviare) provo a fare qualche esempio con i tempi passati.

Pensiamo a scorie di questo tipo che siano diventate innoque oggi ... significa che sarebbero state create 200 anni fa:
- 50 anni prima dell'unità d'italia (sempre con la minuscola)
- forse i nostri nonni hanno conosciuto qualcuno che fosse nato in quel momento (ma solo se molto longevi)
- a meno di un albero genealogico dettagliato nessuno di noi conosce i nomi dei suoi parenti vivi in quel momento

Proviamo un attimo a pensare al futuro, tra 200 anni:
- noi non ci saremo più
- i nostri figli non ci saranno più
- i nostri nipoti non ci saranno più
- probabilmente sarà in vita qualcuno dei nostri discendenti che non avrà nemmeno idea di quale possa essere stato il nostro nome

Personalmente non mi sembra un battito di palpebre, anzi ...

Ovviamente poi a 200 anni da oggi tutto il carburante per alimentare le centrali sarà già esaurito da tempo.