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19/04/13

G+ straccia FB

Già dal momento del suo lancio Google+ è stato dato per spacciato, per morto, definito “ città fantasma ”.

Io ho creduto in Google+, l’ho visto crescere, ero già su Buzz perchè sapevo che Google avrebbe dovuto trovare il modo per vincere questa partita e la mia pazienza è stata premiata.

Sono stato inviato il giorno del lancio direttamente da Google, sono diventato Top Contributor  di G+ e adesso sono anche un Trusted Tester delle beta di G+

Forse sono di parte ma questo non significa che G+ non sia un successo.

Ovviamente ci sono ancora mille detrattori. Blogger che lo hanno dato per morto alla nascita, non vogliono ammettere di aver sbagliato e continuano a rimanere sulla loro posizione. Presunti guru che in realtà dovrebbero imparare molte cose, in primis l'umiltà. Blogstar pigramente legate al social su cui hanno trovato successo e hanno paura di cambiare (quando non si ha più la scusa dei post corti si nota in fretta che quello che manca sono i contenuti).

Non solo Google+ è una piattaforma trasversale ai vari servizi di Google...

Non solo i suoi post sono indicizzati dal più grande motore di ricerca del pianeta...

Non solo è possibile visualizzare sul proprio blog i commenti ricevuti sulle condivisioni su G+...

Non solo tutto questo ma un risultato che è più della somma delle parti.

Basta fermarsi a pensare un attimo e ci si rende conto che scrivendo un post sul proprio blog (collegato a G+ ovviamente) si ottengono un mare di vantaggi.

Si può subito sfruttare l'authorship  e far apparire nella SERP anche la foto del profilo migliorando la propria visibilità.

Si da la possibilità immediata ai lettori di mostrare il proprio gradimento verso il post in sé e verso il blog in generale con il pulsante +1  andando a impattare ancora la SERP.

Si riduce la frammentazione dei commenti mostrando agli utenti tutti quelli che sono collegati a post G+ visibili a loro.

Si invoglia alla condivisione su G+ sia tramite il +1 sia tramite la scrittura di un commento (di default genera un post su G+) aumentando il valore del post nella SERP e innescando un circolo virtuoso su G+.

Inoltre creando una community G+ tramite la pagina G+ collegata al blog si ottiene un +1 alla pagina e al blog (aumentando la visibilità) per ogni membro della community e si risolve il limite delle notifiche dei post di una pagina potendo quindi notificare ai membri della community un nuovo post sul blog.

G+ ha già stracciato FB e chi se n'è già accorto è saltato sul treno del vincitore da un bel pezzo e voi?

05/08/11

Chi twitta avvelena anche G+, digli di smettere.

Chiunque stia usando Google+ (se volete un invito potete chiedermelo mandandomi una mail dalla pagina del mio profilo) si è accorto che è impossibile importare feed. Per farla breve la gente non può importare quello che scrive su twitter o da altre fonti e molti lo ritengono una lacuna enorme.
Inizialmente anche io ero piuttosto perplesso in merito, visto che Google+ è nato grazie a una mano di vernice passata sopra a Google Buzz (le cerchie di g+ sono i gruppi di buzz, il +1 di g+ è il like di buzz, i bug di g+ erano gli stessi di buzz, la gestione della privacy di g+ è la stessa di buzz, ecc ecc). Non riuscivo a capire cosa avesse potuto spingere Google a rimuovere una funzione apparentemente così importante e richiesta, soprattutto quando era già presente.

Non una dimenticanza ma una scelta precisa di attivarsi per rimuovere una funzione molto desiderata.

I conti non mi tornavano fino a quando mi sono reso conto di cosa ha ucciso Buzz, l'import dei feed possibile da subito.

Probabilmente Google ritenne che per avere più discussioni era necessario avere da subito più contenuti attorno ai quali gli utenti avrebbero potuto discutere e devono aver ritenuto che permettere agli utenti di portare quei contenuti in Buzz da altrove fosse una scelta vincente.
In realtà fu uno dei principali motivi della rapida caduta di Buzz. Gli utenti attivi su twitter abilitarono l'import dei loro risicati 140 caratteri e tornarono a twittare felici pensando magari di tornare su buzz per rispondere a eventuali commenti. Quando questo comportamento è stato adottato dalla massa di utenti su Buzz non era rimasto nessuno a commentare e quindi nessuno tornava per rispondere rendendo Buzz una landa desolata.

Twitter aveva ucciso Buzz.

Google impara bene dai suoi errori e ha rilanciato Buzz con un altro nome e una grafica più accattivante e le masse sono tornate. Questa volta però non è possibile importare i feed quindi i tweet rimangono dove sono e gli utenti devono venire qui per scrivere e visto che sono qui rispondono creando contenuti e discussioni. In molti si lamentano, vorrebbero importare i loro tweet ma forse non capiscono (o non gli importa) che se Google abilitasse l'import prima di aver raggiunto una massa critica di utenti Google+ si sgonfierebbe e farebbe la fine di Buzz.
Prima o poi verrà abilitata questa possibilità ma allora gli utenti avranno già imparato ad amare Google+ più di twitter e quindi saranno in pochi a scrivere da la.

Per il momento evitate ogni metodo per importare i vostri tweet e se volete usare Google+ usate Google+ non twitter.

30/04/11

Paraocchi tecnologico

Poco fa ho letto un post su techcrunch Buzz Off, Google Buzz

Mi ha rattristato la miopia con cui è stato valutato Buzz, lamentano un mancato ritorno di interesse da parte di migliaia di follower trascurando completamente il fatto che se non coltivi i legami Social questi si indeboliscono e svaniscono.

Per fare un banale esempio quando ero più attivo su fb un mio link riceveva in media una decina di visite (ho circa 150 follower) mentre adesso che su fb ci finiscono praticamente solo messaggi automatici o in broadcast (tramite HelloTxt) i miei link ricevono 0 visite da fb. Da Buzz invece ho meno follower (143 di cui alcuni inattivi da mesi o che rispondono solo se li taggo) in media un link riceve attorno alle 20 visite ...

Ovviamente questo non dimostra che Buzz sia meglio di fb, c'è ancora molta strada da fare ma coltivare le proprie connessioni le fa crescere e le rinforza.

Per i grandi blog che non investono nel Social è ovviamente più "gratificante" investire su lettori di feed che risultano essere uno strumento più indicato per una divulgazione "piramidale" dell'informazione.